Piancastagnaio. Floramiata, approvato il bilancio 2017: utili per 568.000 Euro; previsti 6 milioni di investimenti

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Amiatanews (Marco Conti): Piancastagnaio 22/06/2018
Prime indicazioni positive dall’azienda florovivaistica amiatina dopo circa 8 mesi di attività nel 2017.
L’Amministratore Delegato, Marco Cappellini: “Sebbene aiutati dai crediti d’imposta rimane un risultato altamente positivo e mai registrato negli ultimi anni, l’obiettivo è avere utili senza di essi.  Avvertiamo una propositiva attenzione da parte dell’opinione pubblica e delle istituzioni; ci sentiamo parte integrante del territorio.” 

Con un utile di 568.000 di Euro, è stato approvato mercoledì 20 Giugno u.s., il primo bilancio consuntivo di Floramiata; un risultato indubbiamente positivo, raggiunto in poco più di 8 mesi di attività, ovvero quella iniziata concretamente alla metà di Aprile 2017, ovvero quando la nuova proprietà si è insediata a Piancastagnaio, da sempre sede legale e operativa dell’impianto industriale, a seguito dell’asta successiva al fallimento avvenuto della precedentemente società dichiarato nell’’Ottobre 2015.

E’ passato dunque poco più di un anno da quando un pool di aziende costituito da Findeco SpA, Giorgio Tesi Group, F.lli Barile SpA, Gruppo Bisceglia e LMS Energia, ha dato nuova vita all’azienda florovivaistica creata negli anni ‘80 per la ricollocazione degli ex minatori dei giacimenti mercuriferi della zona, in particolare quelli di Abbadia S. Salvatore. Una lunga storia, quella della precedente Floramiata, contraddistinta da tante verità e contraddizioni, momenti esaltanti e drammatici che ne hanno segnato il percorso imprenditoriale. Un’azienda comunque ben conosciuta nel panorama del florovivaismo nazionale anche per quegli aspetti legati all’oltre mezzo secolo di sfruttamento geotermico da parte di ENEL, che fornisce il calore necessario alla produzione serricola con vantaggi anche sotto l’aspetto fiscale, grazie a un prezzo di acquisto calmierato e all’introduzione dei crediti d’imposta derivanti dai certificati ambientali.

Dopo la nostra prima intervista nel Febbraio 2017, presso la sede della Giorgio Tesi Group di Pistoia, alla vigilia della della terza e definitiva asta di acquisto e all’indomani dell’approvazione del bilancio 2017, abbiamo incontrato l’Amministratore Delegato della “nuova” Floramiata, il dott. Marco Cappellini, con cui abbiamo fatto il punto sull’andamento dell’azienda.
Floramiata doveva ripartire da zero, sia dal punto di vista del personale licenziato dalla vecchia proprietà Marco_Cappellini_03che dal punto di vista della produzione e delle scelte strategiche necessarie per avviare un nuovo percorso imprenditoriale di successo – ci dice il dott. Cappellini – . Abbiamo trovato un’azienda praticamente vuota, con pochissime giacenze di magazzino e dunque senza opportunità immediate di vendita. Sono state subito necessarie scelte per capire cosa produrre per affrontare l’immediato e il periodo compreso tra il 2018-2021. Scelte fatte attraverso strumenti di pianificazione, business plan, non rigidi ma modellabili in base alle risposte del mercato e della stessa azienda, dal punto di vista della produzione, da quello commerciale e da quello degli investimenti, affrontando, sostanzialmente a 360° tutti i punti di riferimento individuati.”

E’ stato appena approvato il primo bilancio.
“Si, mercoledì passato c’è stata l’assemblea per la ratifica del bilancio chiuso con 568.000 Euro di utili; un risultato, ricordo, relativo a soli 8 mesi di attività, che, sebbene aiutato dal credito d’imposta derivante dall’utilizzo della fonte geotermica, rimane un risultato altamente positivo e mai registrato almeno negli ultimi anni. Tutto questo però non basta, perché, come sempre dichiarato, la nostra volontà è avere sostanzialmente utili senza l’aiuto dei del credito d’imposta. Un credito che pur di indubbio interesse e importanza, non deve entrare nella gestione ordinaria dell’azienda ma che vogliamo destinare a quegli investimenti che riteniamo assolutamente necessari a Floramiata. L’utile 2017 è un punto di partenza, importante e significativo, ma l’obiettivo a medio termine è chiudere un bilancio con utile almeno pari al credito d’imposta. Proprio sotto questo aspetto, abbiamo presentato richieste di investimenti  per circa 6 milioni di Euro in vari settori: ricerca, Progetti Integrati Nazionali (PIF) per miglioramenti interni dal punto di vista strutturale, sia come ammodernamento dell’esistente che per la creazione di nuove serre e Piano di Distretto, essendo Floramiata facente parte del Distretto Toscana Sud. Tornando al credito d’imposta, vogliamo che questo debba servire per la “part equity”, ovvero, tolti eventuali contributi, il credito debba andare a esclusivo sostegno della parte mancante, così come del resto già deliberato dal CdA.”

Dunque, dalle parole dell’Amministratore Delegato Cappellini, gli investimenti pianificati riguardano l’importante aspetto della ricerca (a cui dedicheremo un apposito servizio), il miglioramento infrastrutturale dell’azienda, attraverso ammodernamenti e ampliamenti che prevedono meccanizzazioni e utilizzo di tecnologie avanzati con positive ripercussioni sulla filiera produttiva che potranno permettere una migliore redditività e produttività, migliorando la qualità del prodotto e del lavoro.
Stiamo ragionando su questo proprio in questi giorni; tra le volontà anche quella di intervenire verso l’attività esterna, ovvero quella dedicata al vivaio – continua l’Amministratore Delegato Floramiata -. Ricordo, che tra i soci di Floramiata vi è la Giorgio Tesi Group, azienda dalla profonda conoscenza del settore del vivaismo con un significativo know how ed esperienza, in grado di coordinare al meglio questa attività. Ulteriori investimenti in un settore che già vede comunque in Floramiata diversi ettari di terreno dedicati a vivaio per esterno. Stiamo quindi verificando quali e quante piante inserire con un processo che va dal taleaggio, con piante forzate e riscaldate in serra da portate in vasetteria in esterno così da venderle già nel 2019. Altro investimento è quello relativo alla riunificazione del reparto uffici che vorremmo concentrare in un’apposita struttura, già progettata, da realizzare ex novo; oggi, gli uffici, sono separati e questo crea difficoltà di incontro e comunicazione diretta e personale, a cui aggiungere inevitabili tempi morti. Un domani potremmo dedicare gli attuali spazi della parte amministrativa ad altre situazioni come la foresteria o altre attività aziendali legate a particolari necessità già in studio.”

Veniamo al personale. Floramiata doveva partire con 75 dipendenti, ma i numeri sono subito cambiati in positivo, anticipando i tempi dell’accordo con gli stessi Sindacati.
“Dei 75 concordati, già al primo giorno eravamo saliti a 78 dipendenti, tutti con contratto a tempo indeterminato anche se potevano essere assunti a tempo determinato. Ad oggi siamo ben oltre, ovvero intorno alle 110 persone, anticipando i tempi previsti dagli stessi accordi, anche a  testimonianza di come Floramiata stia tornando a crescere sotto ogni punto di vista con ricadute positive occupazionali. Abbiamo un ottimo rapporto con le categorie sindacali con cui ci confrontiamo in maniera molto trasparente; con i nuFloramiata_Enrico_Rossi_visita_WP_20160725_043meri suddetti credo si sia raggiunto un buon risultato anche se, purtroppo, rispetto al passato, rimangono fuori una ventina di ex dipendenti della precedente società. E’ comunque un risultato da considerare già oggi importante per molti aspetti, oltremodo superiore alla pianificazione iniziale che vedeva nel 2019 il riassorbimento di parte delle persone licenziate; un risultato che dà valore e dignità al lavoratore, alle donne e gli uomini di Floramiata e all’intera azienda. Il 2018 rimane comunque un anno di verifica; bisogna capire dove si può arrivare con questo personale e anche come utilizzarlo al meglio. Abbiamo voluto scommettere totalmente sul personale locale, compreso quello del settore commerciale e questa la consideriamo una scelta premiante per la qualità dei nostri dipendenti e il loro rinnovato e rinforzato attaccamento all’azienda. In fondo, come esterni, abbiamo solamente il Direttore operativo e il responsabile dei metodi e dei flussi relativamente alla produzione. C’è da fare molto, capire e conoscere, ma siamo molto soddisfatti del nostro personale.”

Dott. Cappellini, veniamo al settore commerciale, così strategico per Floramiata.
“Debbo dire che il personale commerciale sta dando molte soddisfazioni sotto ogni punto di vista; un settore focale, che abbiamo rivisitato centralizzando la nostra attenzione su tre punti: potenziare l’attività in italia, farsi conoscere all’estero (da alcune settimane Floramiata è presente nelle importanti aste olandesi ndr), approfondire i rapporti con la GDO ovvero la grande distribuzione organizzata. Per poter operare al meglio, dovevamo anche risolvere il fatto che gli agenti fossero plurimandatari ed esclusivi di zona. Abbiamo così fatto una intensa attività di recall telefonico, chiamando le circa 4000 aziende italiane del settore; questo ci ha permesso di passare dai circa 380 clientPiancastagnaio_Floramiata_WP_20150526_043i alla fine del 2017 agli attuali 650, un numero potenziale ma in continuo miglioramento. Tra essi abbiamo recuperato clienti che avevano interrotto i rapporti con la precedente Floramiata, un aspetto e una fiducia che non può che farci piacere. Completata questa fase abbiamo poi ridistribuito ai nostri agenti i nuovi contatti, in un’azione di supporto alla rete commerciale che si è dimostrata da subito molto collaborativa con l’azienda con un atteggiamento intelligentemente propositivo. Questo ci permetterà non solo di aumentare il fatturato ma anche una migliore distribuzione della clientela sul territorio nazionale; una clientela affidabile perché coperta da assicurazione sul credito con un indice di contenzioso pari sostanzialmente a zero. Relativamente al mercato estero, attraverso le opportunità legate al bando GiovaniSì della Regione Toscana, abbiamo inserito in azienda personale dinamico e preparato anche sotto l’aspetto della conoscenza delle lingue estere; oggi in Floramiata si parlano correttamente ben cinque lingue, così da gestire nella maniera opportuna il mercato estero. Stiamo sviluppando il tutto in sinergia con la Tesi Group che invia clienti interessati qui in Floramiata che, trovando soddisfazione nel prodotto e nell’azienda, ricevono le nostre disponibilità. Vengono a Piancastagnaio imprenditori dall’Olanda e da alcuni paesi della cosiddetta “Vecchia Europa” come, ad esempio, la Germania, l’Austria, l’Inghilterra ma anche paesi emergenti come l’Albania. Quella con l’estero è a oggi un’operazione di semina molto importante supportata da una organizzazione commerciale sempre più adeguata e preparata.”

Ha accennato a investimenti relativi alle infrastrutture e agli ambienti di lavoro, in particolar modo nel settore produttivo.
“Il miglioramento del fatturato è anche relativo al miglioramento  della qualità della produzione e questo grazie anche a investimenti adeguati nella formazione del personale.  Dobbiamo tener presente che se Floramiata fosse progettata oggi, sarebbe concepita ben diversamente sia a livello strutturale della serra, sia nel tipo di  meccanizzazione e utilizzo di tecnologie. Per fare un esempio concreto, in Olanda un ettaro è gestito statisticamente da 1,5 persone mentre oggi, qui in Floramiata, ne occorrono 3,5. Questo apre a molte considerazioni tra cui quella relativa alla sicurezza del nostro personale durante la propria attività  lavorativa. Fin da subito abbiamo posto molta attenzione a questo instaurando un ottimo e proficuo rapporto con l’ASL locale, concordando con essa gli investimenti da fare in base alle priorità e determinando i tempi di applicazione degli interventi. Basti pensare che solo sulla sicurezza e sulla qualità degli ambienti abbiamo investito circa 900.000 Euro.”

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Un settore che in passato, almeno per un periodo, ha caratterizzato Floramiata è quello della ricerca.
In questo fondamentale reparto aziendale, abbiamo scelto di ripartire da capo, azzerando qualunque situazione pregressa. Sempre attraverso il GiovaniSì, è in Floramiata una biologa molto preparata, a cui abbiamo affidato una serie di lavori attinenti alle attività che vogliamo sviluppare. Un lavoro di analisi e ricerca relativo allo studio del terreno e a tutto ciò che giunge in azienda, alle piante e alla produzione. Analisi che ci permetteranno di capire quali siano le problematiche legate alle piante che vogliamo produrre anche in relazione al variare del tipo di concimazione o di irrigazione; una serie di ricerche che ci dovranno dare risposte su dove possiamo migliorare in tutto quello che viene impegnato nella produzione anche sotto l’aspetto dei costi. Abbiamo importanti attività già programmate e altre di cui stiamo definendo la progettazione. Siamo a buon punto con alcune iniziative che vanno verso nuovi sviluppi per l’azienda e nuove collaborazioni anche sul territorio in una direzione di sviluppo che ne esalti le peculiarità dal punto di vista agricolo e ambientale. Presto potremo affrontare in maniera più approfondita l’evoluzione del settore della ricerca che consideriamo essenziale e che in alcune fasi passate è stato elemento caratterizzante di Floramiata.”

Veniamo ai rapporti dell’azienda con il territorio, le istituzioni e le altre imprese. 
“Devo dire in assoluta sincerità che i rapporti con il territorio sono ottimali. Personalmente ho trovato un ambiente assolutamente interessato e, debbo dire, appassionato alla ripresa di Floramiata: le istituzioni in genere, i sindaci della zona, ad iniziare dal primo cittadino di Piancastagnaio, Luigi Vagaggini, comune dove Piancastagnaio_Inaugurazione_Teleriscaldamento_visita_Floramiata_20171213_DSC_0211risiede Floramiata; le stesse forze sindacali e anche imprenditori dell’area, hanno mostrato in diverse occasione l’attenzione per la ripresa di Floramiata. Oltre a incontri con gli amministratori locali, abbiamo avuto il piacere della visita del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e degli Assessori Regionali  Federica Fratoni e Marco Remaschi oltre all’Onorevole Luca Sani.  Un interesse mostrato anche dagli organi di informazione che, oltre ai media locali e regionali, ha visto l’attenzione della TV di Stato con note trasmissioni come Geo&Geo e Linea Verde, che hanno inserito l’attività in un contesto legato alla storia e all’ambiente del territorio amiatino. Un interesse che ci han fatto molto piacere, tutti diretti a una ripresa dell’azienda che voglio ricordare rimane  complessa e difficile. In questo contesto di rapporti col territorio, debbo ricordare quelli ottimi con ENEL Green Power con cui abbiamo fatto un accordo relativamente al mantenimento del prezzo del calore geotermico. Tra l’altro, socio di Floramiata c’è LMS Energia, azienda che ha il compito di efficientare sotto l’aspetto energetico la nostra azienda, così da reperire ulteriori risorse finanziarie dai contributi previsti, aumentando ancor più i crediti d’imposta da dedicare agli investimenti.”

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Dopo tanto tempo sembra cambiato anche l’atteggiamento della comunità verso Floramiata. Molte persone iniziano a vedere con un rinnovato atteggiamento positivo l’azienda.
“Questo non può che farci piacere e, debbo dire che personalmente mi dà una grande soddisfazione. Come detto in precedenza, praticamente tutta l’attuale forza lavoro, è quella che era già nella vecchia Floramiata; abbiamo lasciato le cose come erano, lavorando  moltissimo sulla responsabilizzazione del personale. Un esempio chiaro è proprio nel settore commerciale dove, dopo aver chiuso i rapporti col precedente Direttore, abbiamo voluto dare spazio a due persone del posto che insieme a me guidano con grande applicazione, dedizione e risultati positivi questo fondamentale settore. Ma la vera soddisfazione è percepire chiaramente come i dipendenti stiano dimostrando ogni giorno attenzione e attaccamento all’azienda; è un importante elemento di crescita, di positiva presa di coscienza della propria responsabilità di far parte di una squadra che assieme lavora per un obiettivo comune, fatto dal raggiungimento del proprio. Lavoriamo ogni giorno affinché il personale sappia quali siano gli obiettivi dell’azienda e lo facciamo anche attraverso strumenti informativi collettivi e condivisi; abbiamo installato negli spazi dedicati alla logistica, un monitor che dà informazioni sulle partenze dei carrelli con il confronto con le medie dei giorni precedenti e il riferimento rispetto agli obiettivi. Crediamo sia anche giusto ci sia anche uno spirito di sana competizione tra i lavoratori; vogliamo in futuro riconoscere dei premi a chi avrà raggiunto gli obiettivi legati alla redditività e alla produttività. Questo aspetto è già applicato agli agenti commerciali, che sono stati per la prima volta in Floramiata, soggetti a budget avendo oggi chiari i propri obiettivi. Si è ben capito che siamo legati gli uni agli altri; se si fa più fatturato è perché han fatto bene i commerciali nella loro azione di vendita resa possibile però solo dal corretto e puntuale lavoro della produzione, sia in termini di qualità che di disponibilità del prodotto; tutto questo significa anche una migliore marginalità e quindi redditività. Mentre fino a pochi mesi fa Floramiata era vista come un problema, oggi si comincia a vedere l’azienda con un’opportunità E questo è sicuramente per noi un elemento molto molto interessante e significativo.”

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Un sistema che dunque lega gli uni agli altri dove ciascuno mette del proprio e soprattutto comprende concretamente l’importanza della propria responsabilità che, stando ai risultati economici del 2017, viene dimostrata concretamente.
Pur tra le difficoltà che lo stesso AD Cappellini ci ha raccontato, Floramiata appare oggi un’azienda che sembra finalmente dimostrare a se stessa non solo di essere ma, soprattutto, di valere assieme a un attaccamento al territorio perso indubbiamente negli ultimi anni, come a dimenticarsi del motivo della stessa nascita. Lo stesso Cappellini ci ha raccontato come i clienti che giungono in Floramiata, vengono accompagnati in visita a luoghi caratterizzanti la storia dell’area amiatina come i siti minerari mercuriferi, le centrali geotermiche e luoghi di interesse storico, artistico e culturale. Nei prossimi giorni verranno posti, accanto alla grande insegna “Floramiata” e nelle aiuole d’ingresso allo stabilimento, un carrello delle vecchie miniere di cinabro e delle attrezzature agricole. Simboli comunque importanti, che contribuiscono a far comprendere almeno parte della storia del territorio amiatino e cosa ne abbia caratterizzato la propria evoluzione, compresa quella lavorativa: dalla campagna, alla miniera, alla geotermia fino alla floricoltura e al vivaismo e quindi al perché della stessa Floramiata. C’è dunque anche una chiara volontà imprenditoriale che investe nella comunicazione e nel marketing, molto attiva e attuale, dimostrata sin dall’inizio con il rifacimento completo del sito internet (www.floramiata.it), con l’attiva presenza sui social network, della creazione di un ufficio stampa e di una serie di prodotti multimediali sempre disponibili on line, che parlano di un’azienda sempre in simbiosi con il territorio e che mette al centro soprattutto il lavoratore-uomo o la lavoratrice-donna, visti sempre più come protagonisti dell’impresa e facenti parte di quella che vuole essere “famiglia”. Un percorso che muoverà i primi passi verso la realizzazione di una sorta di welfare aziendale; un concetto nuovo da queste parti, molto parlato ma mai realizzato se non in parte ai tempi dell’estrazione mineraria e che Floramiata ha intenzione di applicare attraverso forme di sostegno al lavoratore e ai propri familiari in varie forme e motivo di utilizzo.

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Siamo soltanto all’inizio di questo nuovo cammino, da percorrere su una strada ancora con molte curve e salite, da scoprire metro per metro; crediamo sia necessario un atteggiamento di speranza, fiducia e auspicio da parte della collettività per un’azienda nuova, guidata da una compagine societaria composta da aziende caratterizzate da un indubbio successo imprenditoriale, non dimenticando che, guardandoci appena indietro al Febbraio 2017, il mancato acquisto a soluzione del fallimento della vecchia Floramiata sarebbe stato il fallimento di un intero territorio sotto ogni punto di vista.  

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