Piancastagnaio. Fruibile il collegamento pedonale da Viale Roma alle Logge.

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Amiatanews (Marco Conti): Piancastagnaio 14/04/2018
E’ possibile percorrere il camminamento che unisce parte del perimetro nor orientale del paese.
Ieri la visita del tecnico della Fondazione MPS, finanziatrice in parte dell’opera relativa ai “Lavori di riqualificazione di un’area limitrofa al centro storico da adibire a parcheggio e a verde”

Dopo alcuni mesi, sono terminati i lavori relativi alla realizzazione di un’area verde nella zona nord-est di Piancastagnaio, delimitata a monte da parte della cinta muraria e della scogliera di trachite, a valle dal tracciato della provinciale SP 18, che, attraversando il paese, prende il nome di Viale Roma.
Ieri mattina, il tecnico incaricato dalla Fondazione del Monte dei Paschi, finanziatrice con circa 150.000 Euro del progetto assieme all’Amministrazione Comunale (con circa 30.000 Euro), assieme al Sindaco Vagaggini, al Vice Sindaco Rossi, il tecnico comunale Arch. Andrea Flori e il progettista Geom. Marco Vichi, ha fatto il necessario sopralluogo nell’area, così da verificare i lavori sia sotto l’aspetto tecnico che amministrativo e avviare alla conclusione l’iter previsto per la concessione del finanziamento.

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L’intervento segue un progetto approvato nel 2008 e realizzato dallo studio del Geometra Marco Vichi di Piancastagnaio, messo in esecuzione dall’attuale Amministrazione Comunale (delibera 311/2017) su terreno di proprietà, utilizzando i finanziamenti stanziati dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e negli anni non utilizzati.
I “Lavori di riqualificazione di un’area limitrofa al centro storico da adibire a parcheggio e a verde”, commissionati dal Comune di Piancastagnaio, sono iniziati lo scorso 28 Luglio sotto la direzione del Geometra Marco Vichi, coadiuvato nelle fasi di calcolo dall’Ing. Luciano Bastreghi e realizzati dalla CTM Srl di Santa Fiora. Questa fase progettuale, ha visto la realizzazione di un passaggio pedonale che collega Viale Roma alle “Logge” di Borgo, angolo caratteristico del centro storico, di un’area parcheggio, di spazi verdi attrezzati con sedute e tavoli in legno, il recupero e messa in sicurezza della scogliera sovrastante, nascosta in precedenza da piante e sterpaglie che la nascondevano alla vista, oltre alle necessarie opere accessorie. E’ già in progettazione l’impianto di illuminazione che oltre a essere motivo di sicurezza e necessità, si porrà l’obiettivo di valorizzare con particolari accorgimenti la scogliera di trachite e, in generale, tutta l’area, tenendo conto dei parametri relativi al cosiddetto inquinamento luminoso.

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Il percorso pedonale, già fruibile, segue la morfologia del terreno, con ingresso e uscita indipendente anche su Viale Roma, così da garantire la sicurezza dal passaggio dei veicoli in ingresso e in uscita dal parcheggio. L’area destinata a parcheggio (ancora non fruibile), inserito all’interno dell’area verde e non predominante, è stata realizzata da un substrato in materiale di graniglia e uno strato superficiale in erba, sostenuto da una apposita pavimentazione a forma di nido d’ape trasparente, da cui fuoriuscirà l’erba naturale, andando a costituire un vero e proprio prato. Questa fase, ha seguito le indicazioni della Sovraintendenza, che aveva indicato anche di non tagliare le alberature più significative e sane a conferma di uno degli obiettivi del progetto, relativo alla conservazione dell’ambiente.

Un altro tratto di scogliera valorizzato e tornato alla gente, che continua quello prospiciente al di là della provinciale che prosegue verso nord (in parte restaurato), che va ad unirsi a più a sud alla scogliera delle Fonti di Borgo e a ovest, al di là del centro storico, alla scogliera della “Liccia”, anch’essa già recuperata e con ulteriori interventi in corso nell’area. Una sorta di recupero di una cinta di mura naturale, originaria della prima Piancastagnaio che proprio su queste rocce di trachite vulcanica e attorno alle sorgenti d’acqua (restaurate le Fonti di Borgo e in via di conclusione i lavori a quelle di Voltaia), ha un po’ disegnato la sua evoluzione urbanistica, ben visibile nel centro abitato, costruito anch’esso sui grandi massi di trachite vulcanica.
Un’opera che dà anche nuove prospettive alla vista, che allarga lo sguardo verso la Val di Paglia, la Val di Chiana e la Val d’Orcia, con all’orizzonte l’appennino e in primo piano il promontorio di Radicofani, il monte Cetona, le crete di San Casciano dei Bagni, e le terre dell’Umbria confinanti con San Casciano dei Bagni.

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Non possiamo quindi che immaginare dei vantaggi per gli automobilisti (appena sarà fruibile il parcheggio) e per gli stessi pedoni; un braccio di collegamento ben disegnato di circa trecento metri, realizzato con elementi naturali (cotto e travertino) che, quando l’apposita illuminazione progettata, darà sicurezza e indicazione al cammino nelle ore notturne.
Le opere di riqualificazione rafforzano, a nostro parere, anche il concetto di bellezza; siamo convinti del fatto che la valorizzazione coscienziosa delle proprietà pubbliche e private, favorirà una maggiore attenzione da parte di tutti nell’ordine e nella pulizia. Nel caso specifico,  il percorso pedonale costeggia a valle alcuni orti recintati e ben tenuti di Piancastagnaio, con piccole coltivazioni familiari e alberi da frutto, altri elementi che, ben integrati come sono, aggiungono “bellezza” con le fioriture primaverili, i frutti estivi, i colori autunnali e il bianco della neve invernale.

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Concludiamo con la forte emozione che abbiamo avuto nel vedere di nuovo in piena luce e libere da sterpaglie dimenticate,  le due statue realizzate da Don Zelio Vagaggini che rappresentano la Vergine di Lourdes e Bernadette, poste in alto, ai piedi di un tratto della scogliera da immaginare a grotta. Due figure carissime al sacerdote scomparso all’alba del 29 Ottobre passato, da lui stesso realizzate con un composto di carta pesta e polvere di cemento, sul terreno dell’abitazione che per prima ospitò l’opera di Don Zelio Vagaggini verso i bisognosi, per poi trasferirsi, anni dopo, presso la vicina “La Colta”, dove lo stesso Don Zelio volle realizzare un’altra riproduzione della “grotta di Lourdes”. Un angolo che nel progetto di recupero dell’area ha un forte valore simbolico oltre che motivo di riflessione, di fede e ricordo.

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