Abbadia S. Salvatore. Discarica Poggio alla Billa: il “NO” di Abbadia Futura. Il 19 Marzo si presenta il progetto di ampliamento

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Amiatanews (Marco Conti): Abbadia S. Salvatore 12/03/2018
Lunedì 19 Marzo (ore 17), il progetto verrà esposto dettagliatamente nella sala consiliare alla presenza di dirigenti di Siena Ambiente; l’Amministrazione Comunale esporrà le proprie posizioni.

Presentato alcuni giorni fa in Regione il progetto di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) di ampliamento della discarica di “Poggio alla Billa”, situato nel Comune di Abbadia S. Salvatore in un lembo di terra a confine con i Comuni di Piancastagnaio e Radicofani e che raccoglie i rifiuti di un comprensorio ben più ampio.
Lunedì 19 Marzo (ore 17), il progetto verrà illustrato nella sala consiliare dall’Amministrazione Comunale anche alla presenza di dirigenti di Siena Ambiente.Oltre a una riduzione per i cittadini di Abbadia delle tasse per lo smaltimento dei rifiuti, gli accordi prevedono anche il pagamento di 500.000 Euro l’anno.

Sull’operazione la lista di opposizione in Consiglio Comunale, ha comunicato la sua posizione critica rispetto al progetto e alla stessa presenza della discarica chiedendo di porre fine sia per gli aspetti ambientali che per le stesse ricadute economiche.

“Il capitolo della discarica di Poggio alla Billa deve chiudersi, altro che ampliamento. Dopo esserci sobbarcati per anni questa incombenza è ora di finirla. – si legge sin dall’inizio nel comunicato di Abbadia Futura –  Le cosiddette ricadute sul territorio non sono state adeguate ai proventi di chi l’ha gestita e non vogliamo le elemosine mentre i milioni escono dal territorio.”
“E’ ora di finirla non solo con la discarica ma proprio con la politica di sfruttamento che ha portato la zona a condizioni inaccettabili, impoverita e screditata – continua AF – . Ci sono altre sfide che ci attendono in futuro e non possiamo buttare via il tempo dietro alle facili soluzioni, che poi si rivelano sempre fallimentari. Abbiamo già dato, ora vadano a farla da un’altra parte; al suo ampliamento abbiamo sempre contrapposto un investimento verso la fattibilità dei rifiuti zero, così come all’insensato ampliamento della geotermia continuiamo a proporre il risparmio e non l’ulteriore produzione energetica.”
“Se negli anni l’amministrazione avesse mosso dei passi in queste direzioni magari non ci saremmo trovati alla scadenza del contratto con Siena Ambiente in una condizione svantaggiata. – si legge ancora nella nota stampa – Inoltre il paragone tra le basse ricadute della nostra discarica e quelle molto superiori di altre come “Peccioli”, conferma la tesi che l’Amiata ha urgenza di liquidare subito tutte le politiche lontane dagli interessi locali. Le risposte ai problemi che ci attanagliano sono state deludenti e peggiorative.”
“Amministrare un territorio significa saperlo valorizzare, non svendere, significa farlo contare, non marginalizzarlo;  ma basta guardarci intorno per capire da che parte stanno i nostri indegni rappresentanti. – conclude la nota di Abbadia Futura – Finché le serrande delle attività continueranno ad abbassarsi a poco serviranno le casse comunali in stato accettabile, a poco serviranno ai privati e al tessuto sociale-economico della comunità. A questa amministrazione diciamo: se non siete in grado di dare risposte all’altezza delle esigenze, se non siete in grado di creare prospettive di futuro sul territorio andate a casa.”

In sintesi, l’ampliamento porterà a una dimensione dell’invaso della discarica pari a circa 750.000 mc (tre gradoni), su una superficie complessiva di circa 16 ettari, su terreni di proprietà di Siena Ambiente, in parte prossimi al passaggio della Via Francigena; ‘ampliamento richiederà comunque l’esproprio di porzioni di territorio confinanti così una serie di interventi per il contenimento e la gestione dei flussi acquiferi per un totale di circa 8.250.000 Euro comprensivo anche delle spese di esproprio.
All’interno della discarica (nata negli anni 80 a seguito di necessità di chiusura della vecchia discarica di Abbadia S. Salvatore), sono presenti moderni impianti di compostaggio e termovalorizzatori per la produzione di energia elettrica.

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