Selvena. Continuano i disagi per la razionalizzazione dell’acqua nelle ore notturne

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Amiatanews (Marco Conti): Selvena-Castell’Azzara 07/08/2017
Da più di un mese la sospensione temporanea del servizio. Oltre ai problemi derivanti, lamentele per una mancata informazione. La causa maggiore l’assenza delle piogge e la mancanza della neve durante l’inverno.

La mancanza di precipitazioni è sicuramente la causa principale del razionamento dell’acqua, che da più di un mese, viene attuato nel territorio comunale di Castell’Azzara, in particolar modo nei centri abitati posti a quota più alte, come la frazione di Selvena, a pochi chilometri dal capoluogo. Abbiamo cercato di capirne di più contattando gli uffici di riferimento, sollecitati anche da alcune lettere pervenute alla nostra redazione.

“E’ dal 13 Agosto passato che senza alcun avviso, tolgono l’acqua a Selvena – ci scrive risentito il nostro lettore Riccardo – creando evidenti complicazioni alla vita quotidiana soprattutto sotto l’aspetto igienico. Finora l’acqua è stata tolta poco dopo le 22 e ripristinata al mattino dopo le 6, quando, personalmente, sono già fuori di casa per andare a lavorare. Io sono giovane e riesco comunque a organizzarmi e far fronte con serbatoi di emergenza come secchi o altro, ma il problema è sicuramente collettivo, perché il disagio riguarda tutto il paese. Inoltre ci sono attività sia casalinghe che lavorative vere e proprie, che hanno necessità d’acqua anche in quelle ore. Tutti si cerca di far fronte a questa situazione che ha nella mancanza di informazione e comunicazione da parte del gestore del servizio, ovvero l’Acquedotto del Fiora, il motivo principale della mia denuncia che rimane comunque comprensiva di una situazione, la lunga mancanza di precipitazioni piovose, solo recentemente ma non sufficientemente, alleviata dalle moderate piogge di questi ultimi giorni. Se sapessi con certezza che il giorno dopo dovesse mancare l’acqua, in casa ci si organizzerebbe di conseguenza; così è sempre una situazione che aggiunge precarietà a precarietà. Anche dal Comune, si ricevono poche informazioni in quanto anch’esso coinvolto nella mancanza di una coordinata comunicazione. Io, come credo anche gli altri, siamo un po’ disorientati perché non sappiamo concretamente a chi rivolgerci per avere risposte chiare.”

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Abbiamo raggiunto telefonicamente questa mattina l’Acquedotto del Fiora che ci ha confermato la situazione, che coinvolge buona parte del territorio comunale di Catell’Azzara. “Abbiamo avuto comunicazione nella giornata di ieri (18 Settembre ndr) – ci dicono cortesemente al telefono – , che vengono eseguite a giorni alterni le chiusure del serbatoio, per consentire di recuperare il normale livello di riempimento. Le chiusure avvengono generalmente dalle 23 alle 6 del mattino, modo scelto per garantire durante le ore diurne un regolare flusso idrico, per quelle utenze del territorio comunale di Castell’Azzara, tra cui Selvena, poste a quote più elevate.”

Anche il Comune di Castell’Azzara, si è adoperato per cercare di capire gli sviluppi della situazione. “Siamo in contatto con l’Acquedotto del Fiora e abbiamo già avuto degli incontri con l’azienda – ci dice gentilmente al telefono il Responsabile dell’Area Tecnica Emiliano Sargentoni – Proprio poco fa (questa mattina ndr) ero di nuovo al telefono con un loro responsabile che mi ha confermato che la sospensione della fornitura dell’acqua continuerà con orario dalle 23 alle 6. Ho però chiesto di posporre almeno di un’ora la sospensione del servizio viste le giuste esigenze dei cittadini. E’ senz’altro una situazione spiacevole, a cui non siamo abituati grazie a un territorio normalmente ricco di acque, a cui, come Amministrazione Comunale, stiamo cercando di porre rimedio sollecitando il gestore anche sotto l’aspetto della comunicazione agli utenti. In accordo con l’Acquedotto del Fiora, da giorni, il prelievo d’acqua dai serbatoi viene compensato con l’aggiunta a mezzo di autobotti. Sappiamo tutti che, purtroppo, è stato un anno molto avaro di precipitazioni, soprattutto dalla tarda primavera in poi, a cui sommare la brutta parentesi degli incendi. Non siamo molto abituati a questo tipo di problematica, ma, questo, significa che dobbiamo informare e cercare di collaborare tutti in questo momento di necessità con la razionalizzazione dell’acqua. Così come abbiamo chiesto di fare all’Acquedotto del Fiora, informeremo sull’evolversi della situazione i cittadini, di cui comprendiamo motivi di nervosismo, sperando in una veloce soluzione aiutata da future precipitazioni.”

Dunque, mancanza d’acqua e di comunicazione, vanno a sommarsi e a complicare una situazione già di per se difficile. Sono anche ricominciate le scuole e cresce la necessità idrica specie nelle ore mattutine. L’autunno è ormai giunto da queste parti, nell’area del Monte Penna che sovrasta il territorio comunale di Castell’Azzara, unito al territorio più vasto dell’Amiata; zone note per l’abbondanza delle sorgenti e di brevi ma numerosi corsi d’acqua, che oggi si ritrova in una situazione di difficoltà non abituale, che ha coinvolto, nella gestione parsimoniosa delle acque, anche aree a valle, compresi alcuni insediamenti industriali.
Non resta che sperare in un miglioramento della situazione sotto ogni punto di vista, magari con una serie di avvisi e di spostamenti d’orari come del resto già richiesto.

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