È un duro botta e risposta quello che ruota intorno ad un evento dell’Arcadia “Abbadia Armonia nelle note”. Il musicista Gilberto Scheggi, docente di musica e direttore di banda, mette sotto accusa l’appuntamento di sabato 11 luglio ad Abbadia San Salvatore, “L’histoire du soldat” nella versione proposta dal Direttore Artistico Daniele Belloni. Ed è proprio Belloni a ribattere in punta di fioretto.
Ecco quanto pubblicato sul profilo Facebook da Gilberto Scheggi:
“C’è una differenza sostanziale tra proporre una versione cameristica storicamente esistente e costruire un ibrido al ribasso per risparmiare sull’organico.
Nel caso de L’Histoire du soldat di Igor Stravinskij, l’opera originale nasce come lavoro scenico con voce narrante, azione teatrale e un organico preciso: violino, contrabbasso, clarinetto, fagotto, cornetta, trombone e percussioni.
Esiste anche una suite per trio, per violino, clarinetto e pianoforte. Ma quella è un’altra cosa: è una versione cameristica da concerto, autonoma, ridotta e pensata senza la componente teatrale e senza la voce narrante.
Il problema nasce quando si prende la versione per trio, quindi già drasticamente ridotta nell’organico, e ci si aggiunge sopra la voce narrante presa dalla dimensione scenica dell’opera originale.
A quel punto non si sta più proponendo né l’opera originale, né la suite per trio: si sta costruendo un “mappazzone” musicale e teatrale, funzionale soprattutto a tagliare i costi.
E la cosa diventa ancora più discutibile quando tutto questo viene presentato al pubblico senza la dovuta chiarezza, chiedendo anche un biglietto come se si stesse offrendo l’opera nella sua reale complessità artistica.
Le riduzioni possono avere senso. Le versioni alternative possono avere dignità. Ma devono essere dichiarate, contestualizzate e motivate artisticamente. Diversamente, il rischio è quello di spacciare per scelta culturale ciò che, nei fatti, è solo un impoverimento dell’organico e del lavoro dei musicisti.
Prima di “ottimizzare” un capolavoro, bisognerebbe studiarlo, rispettarlo e avere l’onestà di dire al pubblico che cosa sta realmente ascoltando. La sostenibilità economica è un tema serio. Ma non può diventare il paravento dietro cui normalizzare il ridimensionamento culturale. C’è un limite a tutto”.
Questa la replica, sempre su Facebook, in una lettere aperta a Scheggi del Direttore Artistico Daniele Belloni di “Arcadia Abbadia 2026 – Armonia nelle note”:
“Gentile M° Scheggi,
ho letto con attenzione il Suo commento riguardante “L’Histoire du Soldat”, spettacolo in programma sabato 11 luglio nell’ambito del Festival di Abbadia San Salvatore.
Le confesso di essere sempre più amareggiato da un atteggiamento che purtroppo si sta diffondendo: quello di esprimere giudizi trancianti su uno spettacolo che non solo non è stato visto, ma che addirittura non è ancora andato in scena.
Da direttore artistico del Festival trovo questo modo di operare profondamente scorretto, soprattutto quando proviene da chi dovrebbe conoscere il valore dell’ascolto e dell’esperienza diretta prima di formulare una critica.
Non mi interessa discutere dei Suoi titoli di studio o del Suo percorso musicale. Ritengo però che la competenza si dimostri prima di tutto attraverso l’onestà intellettuale, e l’onestà intellettuale impone di vedere, ascoltare e comprendere un’opera prima di giudicarla.
Il nostro Festival non è costruito secondo una logica di risparmio economico. Chi conosce il cartellone sa bene che comprende due orchestre stabili, una sinfonica e una di fiati, oltre a produzioni originali e artisti di altissimo livello. Nelle passate edizioni abbiamo presentato, tra gli altri, il Pierrot Lunaire nella formazione originale. Non sono quindi i costi a determinare le nostre scelte artistiche, ma esclusivamente la qualità della musica.
Lo spettacolo di Pierpaolo Romani è stato inserito in cartellone semplicemente perché è una produzione di grande valore: intelligente, ben costruita e, soprattutto, profondamente musicale. Al suo interno la musica occupa il ruolo centrale, con interpreti di primissimo livello.
Se invece il dibattito vuole spostarsi sul terreno delle scelte artistiche e filologiche, sarò lieto di confrontarmi con Lei dopo un’esecuzione e non prima.
L’occasione ci sarà il 1° agosto, quando la nostra orchestra di fiati eseguirà integralmente la Jazz Suite No. 2 di Dmtri Shostakovich nella trascrizione che ho realizzato dall’organico sinfonico all’orchestra di fiati. Sarà un piacere discutere, dopo aver ascoltato il lavoro, delle mie scelte armoniche, timbriche e orchestrali. Ritengo infatti che il confronto abbia senso solo quando nasce dall’ascolto e non dal pregiudizio.
Colgo infine l’occasione per ringraziarLa sinceramente. Il Suo intervento ha dato grande visibilità allo spettacolo e ha contribuito ad accrescere la curiosità del pubblico.
Proprio per questo desidero invitarLa personalmente come mio ospite a tutti gli appuntamenti del Festival, mettendo a Sua disposizione un ingresso gratuito per l’intera manifestazione. Sarà il benvenuto: mi auguro che voglia assistere agli spettacoli e poi, finalmente, esprimere un giudizio fondato su ciò che avrà realmente visto e ascoltato.
Con i migliori saluti”.
Daniele Belloni Direttore Artistico Festival di Abbadia San Salvatore