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Piancastagnaio. Floramiata: Vagaggini risponde punto per punto alle accuse della CGIL nel giorno di un’asta senza esiti

Amiatanews (Marco Conti – Giuseppe Serafini): Piancastagnaio 18/07/2016
Ancora una fumata nera per la vendita dell’azienda florovivaistica amiatina
Il primo cittadino di Piancastagnaio, spedisce al mittente ogni accusa ricevuta da FLAI CGIL

Nel giorno dell’inconcludente asta di vendita dovuta al fallimento dell’azienda florovivaistica “Floramiata”, con sede e stabilimento nel comune di Piancastagnaio, il Sindaco Vagaggini, durante la conferenza stampa, convocata venerdì passato, dal titolo “Floramiata… fuori le righe”, non l’ha mandata a dire, rispondendo punto per punto a un comunicato della CGIL, diffuso nella sera del 14 Luglio scorso, relativamente alla questione Floramiata.

All’incontro, a cui hanno partecipato con i loro responsabili di zona, La Nazione di Siena (Giuseppe Serafini), Tele Idea di Chianciano Terme (col Direttore Roberto Cozzilepri), il Tirreno (Fiora Bonelli) e ovviamente noi di Amiatanews, Vagaggini si è presentato con una ricca documentazione per elencare le sue verità e rispondere alle accuse della CGIL.

Molti i punti presentati durante la conferenza stampa, che possiamo racchiudere in:

  1. Il ruolo del Sindacato CGSIL, ritenuto responsabile assieme al management, del fallimento dell’azienda Floramiata nel momento in cui lo stesso Vagaggini, assieme agli altri sindaci dell’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia, aveva chiesto, e sostanzialmente accordato, una sospensiva di sei mesi relativamente la richiesta di fallimento di Floramiata, in attesa della sentenza del TAR
  2. La sentenza in primo grado del TAR del Lazio, relativamente al riconoscimento dei certificati bianchi alla stessa Floramiata per una cifra infdicata intorno ai 17 milioni di Euro, cifra che, se fosse veramente confermata, avrebbe abbondantemente coperto la situazione debitoria dell’azienda, rendendo inutile il fallimento
  3. Il congresso tenutosi nel maggio 2015 a Piancastagnaio sulla coltivazione in Floramiata della cannabis a scopo terapeutico
  4. I corsi di formazione per futuri operai stagionali
  5. Gli errori del management Floramiata e il ruolo eccessivamente assistenziale dell’azienda

Attraverso queste principali argomentazioni, il Sindaco Vagaggini, ha voluto rispondere punto per punto al comunicato stampa diramato quattro giorni prima dalla stessa CGIL FLAI di Siena, con le dichiarazioni del segretario Claudio Guggiari che prendeva posizione contro il primo cittadini di Piancastagnaio (pur non nominandolo), a difesa del ruolo del sindacato nelle trattative e nella gestione delle problematiche dei lavoratori.

Riportiamo il comunicato stampa CGIL della sera del 14 Luglio 2016

LORAMIATA: LA CGIL RISPONDE AL CORRIERE DI SIENA
SULLA VICENDA DEI ‘CERTIFICATI BIANCHI’
 

Siena, 14 luglio 2016 – “E’ inaccettabile che un quotidiano locale si presti a delle battaglie strumentali in una fase così delicata per la vita di Floramiata e dei suoi lavoratori. Come inaccettabile è il tentativo di collegare la critica ad un progetto che vedeva il credito d’imposta e i ‘certificati bianchi’ come ragione stessa di sopravvivenza e rilancio dell’azienda alla mancata scelta di un ulteriore periodo di affitto a favore di Floramiata Servizi, per altri 6 mesi, come condizione necessaria e sufficiente alla continuazione dell’attività attraverso il riconoscimento dei ‘certificati bianchi’”.
Inizia così la dura nota del Segretario provinciale della Cgil Claudio Guggiari a seguito dell’articolo su Floramiata pubblicato ieri dal Corriere di Siena.
“È evidente infatti – prosegue Guggiari – che 6 mesi, dall’agosto dell’anno scorso, non sarebbero stati comunque sufficienti a dirimere la questione con il gestore sugli stessi certificati che, ci permettiamo di dire, giuridicamente potrebbe non essere terminata”.
“Come è chiaro che sulla base di una gestione assolutamente negativa che ha bruciato decine di milioni di risorse pubbliche – aggiunge il Segretario – il Giudice e le procedure concorsuali hanno deciso le sorti di Floramiata Servizi e di Floramiata S.p.A., non la CGIL, come sembra invece voler insinuare il giornale. Il Corriere di Siena sta cercando di sostenere la tesi dello scarica barile che altri soggetti, che hanno penosamente gestito la vicenda in questi anni, tentano di fare”.
“Abbiamo sempre sostenuto con coerenza denunciando più volte la drammatica situazione aziendale, e per questo ricevendo più di una critica, – sottolinea Claudio Guggiari – che Floramiata ha bisogno di un vero progetto industriale che può essere supportato e non sostituito dal credito d’imposta derivante dall’utilizzo della risorsa geotermica. Occorrono investimenti, nuovi progetti produttivi, capacità finanziaria ed imprenditoriale”.
“Speriamo che il tentativo di cercare un capro espiatorio – conclude il Segretario provinciale della Cgil – non sia il sintomo di un fallimento totale dell’azione di qualche istituzione locale al cospetto della seconda gara d’asta per la vendita dell’azienda. Certo è che la prospettiva di Floramiata ha bisogno di prescindere dalle attenzioni ‘troppo’ interessate di certe Istituzioni, a cui è giusto ricordare la miracolosa iniziativa sulla cannabis, nuovo ‘eldorado’ per Floramiata, di cui si sono perse le tracce, e il sostegno a corsi di formazione, intrisi di razzismo territoriale, che hanno colpevolmente illuso troppi disoccupati, un’altra volta ingannati da falsi portatori di comode soluzioni”.

Una questione apparsa in questi giorni su un organo di stampa locale (Corriere di Siena), che aveva sottolineato l’atteggiamento della CGIL in contrasto con quello dello stesso primo cittadino di Piancastagnaio, che aveva ribadito come fosse stato un errore il voler accelerare la richiesta di fallimento di Floramiata Servizi Srl da parte di Floramiata SpA, quando ancora non si conosceva l’esito, poi favorevole in questi giorni, del ricorso al TAR, da parte della stessa Srl, per il riconoscimento dei certificati bianchi. Un riconoscimento, circa 17 mln di euro, che se confermato dalle successive sentenze, avrebbe potuto permettere abbondantemente il risanamento di Floramiata e dunque la motivazione del fallimento.

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“Il fallimento dell’azienda Floramiata non è il fallimento dell’azienda, ma il fallimento dell’Amiata e di tutto il comparto. Stiamo andando a rotoli e non ci sono interlocutori forti che in qualche maniera ci stanno dando una mano e i sindacati, in particolar modo la CGIL, ha premuto e pressato  perché l’azienda fallisse.” Questa una delle frasi con cui Vagaggini ha parlato dell’argomento e ha spiegato le sue ragioni, supportato da una corposa documentazione, insistendo molto, come detto, sulla responsabilità dell’organizzazioni sindacale FLAI CGIL, la quale avrebbe pigiato con determinazione sull’acceleratore, per una conclusione come quella del fallimento, senza accettare i consigli e le posizioni che erano state espresse, dai cinque sindaci dell’Unione dei Comuni dell’Amiata e Val d’Orcia, alcuni mesi prima della dichiarazione di fallimento dovuto, comunque, alla grave situazione debitoria e insolvenza da parte di Floramiata Srl verso Floramiata SpA.
Vagaggini ha ricordato tutti i passaggi personali, compreso il Consiglio Comunale, dell’Ottobre  2015, Consiglio straordinario, dove meticolosamente aveva ripercorso le tappe della vicenda e l’atteggiamento contrario da parte del sindacato CGIL FLAI, intervenuto, senza essere stato invitato, durante l’incontro tra i cinque sindaci dell’Unione, causa della rottura delle trattative tessute.
Il Sindaco, ha parlato di una situazione gravissima e ormai difficile da gestire, vista anche l’asta in tribunale che si era svolta nella mattinata e andata nuovamente deserta, per mancanza di partner interessati all’acquisto; egli ha ricordato che gli ammortizzatori sociali sono terminati e  dunque, il futuro degli operai è sempre più compromesso, visto anche il valore del magazzino, anche se, fino a Ottobre, è stato prolungato l’esercizio provvisorio.
Il primo cittadino ha aggiunto alcune dichiarazioni circa la  funzionalità dell’azienda, che si è trasformata (forse lo è stata sin dall’inizio), in un centro assistenziale e non un’azienda che si reggesse con propria managerialità. Ha così voluto affrontare il problema delle maestranze,  dove si sono creati eccessi nei ruoli lavorativi, vedi la presenza di  molti impiegati, 32 su 200 dipendenti. “Ripeto – ha nuovamente detto il Sindaco Vagaggini – che a suo tempo il tentativo dei sei mesi andava fatto. Oltretutto, e anche questo è gravissimo, se i certificati bianchi fossero veramente riconosciuti, verranno persi, poiché vengono dati solo se l’azienda è in vita.”

Relativamente al Congresso sulla coltivazione della cannabis a scopo terapeutico, ritenuto un “Eldorado” da parte della CGIL, Vagaggini ha risposto come al congresso ci fu la partecipazione di Deputati come la On. terrosi e l’On. Dallai, rappresentati della Regione Toscana (Brogi), studiosi e tecnici di prim’ordine e, soprattutto, l’avallo, almeno nella forma, attraverso una comunicazione scritta, dello stesso Governatore Enrico Rossi. Da qui, il riconoscimento anche da parte delle Istituzioni, del convegno che avveniva in un momento già di per se molto delicato per Floramiata e che poteva, realisticamente, essere importante per il futuro dell’azienda e dei lavoratori.

Sui corsi di formazione istituiti da Floramiata per l’assunzione di operai stagionali, dopo le accuse di scelte a favore dei cittadini di Piancastagnaio, Vagaggini ha risposto che è dovere di un Sindaco cercare di favorire l’occupazione dei propri cittadini, in un contesto di crisi locale, nazionale e internazionale. Oltremodo, lo stesso Vagaggini, ha precisato ogni sindaco avrebbe fatto, giustamente, la stessa cosa. Oltremodo, ilo primo cittadino ha parlato sostanzialmente di un dovere da parte dell’azienda, visto che il Comune di Piancastagnaio, dove ha sede lo stabilimento, fornisce calore, acqua, terra e tutti i servizi annessi.

Il Vagaggini ha confermato come, oltre agli errori dei sindacati, anche il mamagemen Floramiata deve essere ritenuto responsabile in virtù degli errori commessi (basti pensare al numero eccessivo degli impiegati rispetto agli operai per un’azienda agricola), anche se in 13 anni di gestione della famiglia Montanari (prima il babbo e poi il figliolo) i dipendenti sono stati sempre pagati.
Il sindaco dopo la conferenza stampa, ha voluto incontrare alcuni (dieci-quindici) lavoratori che attendevano fuori a cui ha ripetuto sostanzialmente i concetti espressi assieme al proprio appoggio, pur in una situazione sempre più drammatica, visto anche che dal 19 Luglio, scadono i tre mesi della CIG prevista dalla legge e che, dunque, i lavoratori, a cui verrà abbassato drasticamente il numero delle ora lavorative settimanali (una media di 20), avranno la possibilità di compenso fin quando le vendite copriranno i costi dell’azienda.
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Una situazione che, ad oggi, non lascia realisticamente molte possibilità future ma che, non mancherà di ricevere attenzione da parte di tutti gli organi preposti

 

Immagine di Marco Conti

Marco Conti

Nato nel 1962, sin dagli anni del liceo ho avuto la passione della scrittura e dell'informazione. Attivo negli anni '80-90' nel settore dell'informatica come analista programmatore e docente per corsi aziendali, successivamente mi sono occupato in proprio di consulenza e docenza nel settore dell'informatica di ufficio. Nel 2012 ho creato una piccola scuola per corsi di formazione e per la preparazione apprendisti nel settore della pelletteria. Dal 2009 sono titolare di IT 2000 di Marco Conti che si occupa di formazione, comunicazione, consulenza e forniture di informatica e ufficio. Nel 2011 ho concretizzato la passione per l'informazione fondando Amiatanews, periodico on line autorizzato dal Tribunale di Siena. Ho anche collaborazione con NTi Ch 93 di Chianciano Terme. All'informazione dedico una parte significativa della mia giornata utilizzando prevalentemente strumenti digitali per i servizi.

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