Il piccolo chiostro. Don Zelio Vagaggini, prete degli ultimi

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Amiatanews: Piancastagnaio 16/10/2018
Appuntamento con con Don Carlo Prezzolini, e le sue riflessioni riprese dalle pagine web del sito da lui ideato, “Il piccolo chiostro” (www.ilpiccolochiostro.it), nome della piccola chiesa da lui guidata

Ospitiamo le parole di Don Carlo, che affronta, come uomo e sacerdote, la figura di Don Zelio Vagaggini, a quasi un anno dalla sua scomparsa e a poche settimane dalla presentazione del libro “Ed è già Resurrezione”, scritto dallo stesso Don Zelio, dove il ricordo, il lavoro, la comunità, il bisogno,  divengono racconto e testimonianza di fede e umanità (Marco Conti).

Di Don Carlo Prezzolini

Il 29 ottobre prossimo sarà il primo anno della morte di don Zelio Vagaggini (1925-2017) ,prete strettamente al suo paese, Piancastagnaio, dove ha sempre svolto la sua attività pastorale, appena ordinato sacerdote come vice parroco e poi, dal 1962, come parroco.
Don Zelio ha avuto anche delicati incarichi, prima come vicario generale della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello poi come padre spirituale del Pontificio seminario regionale di Siena (2001-2007). E’ stato un uomo e un prete aperto al mondo, pienamente inserito nella storia della Chiesa e dell’umanità, ma il suo paese è sempre rimasto il suo punto di riferimento e di vita. Nel tempo aveva scritto le sue memorie, pubblicate in questo mese con titolo “Ed è già resurrezione. Piccola storia di un amore gratuito che si fa dono, servizio, condivisione”, edito da Effigi, a cura di Carlo Prezzolini, e ufficialmente presentato il 1° settembre in occasione della inaugurazione di un piccolo parco, recuperato intorno alle mura medievali costruite sulla roccia trachitica della Montagna, nel lato orientale dell’antico castello di Piancastagnaio, parco che il Comune ha dedicato a don Vagaggini stesso. L’iniziativa ha visto la partecipazione del cardinale Angelo Comastri, amico personale di don Zelio, che ha presieduto la Messa.Piancastagnaio_Cerimonia_Intitolazione_Parco_Pubblico_Don_Zelio_Vagaggini_Parroco_20180901_DSC_7138Il libro, stampato dalla parrocchia e dalla Comunità della Resurrezione, fondata da don Zelio stesso, con il contributo della Diocesi, del Comune e della Comunità neocatecumenale di Piancastagnaio, è introdotto dal vescovo di Pitigliano, padre Giovanni Roncari, dal vescovo emerito di questa diocesi Eugenio Binini e dal curatore dell’opera.
E’ un testo complesso, fatto di memorie, che a volte si presentano quasi come un diario, racconti, poesie e meditazioni. E’ un libro che ci guida a ricordare il passato, le tradizioni vecchie e nuove considerate  come ricchezza per la vita di oggi, da vivere aperti, attenti ai “segni dei tempi” e ad un futuro possibile.
Ci sono alcuni fili conduttori.
Lo snodo è il grande amore che don Zelio ha avuto per la Chiesa, che lo ha portato ad una adesione entusiasta alle novità del Concilio: negli anni del Vaticano II quasi settimanali erano gli incontri parrocchiali, guidati da amici sacerdoti della vicina diocesi di Chiusi e Pienza (don Mauro Franci, don Sergio Sini) per commentare, comprendere il dibattito e le novità in discussione e i documenti approvate. Poi numerosi sono stati anche gli incontri con fr. Carlo Carretto e le conferenze con p. Ernesto Balducci, sull’attuazione  del Concilio stesso, negli anni successivi.Piancastagnaio_Cerimonia_Intitolazione_Parco_Pubblico_Don_Zelio_Vagaggini_Parroco_20180901_DSC_7238Su questa apertura alla Chiesa conciliare si basa la costruzione di una parrocchia incentrata sui battezzati, stimolati a diventare protagonisti e attenti a riconoscere il volto del Cristo negli ultimi del paese, che negli  decenni ’60-80 del ‘900 erano, in particolare, i malati con problemi psichiatrici, gli uomini soli e poveri, spesso   dipendenti da alcool. Sono gli scarti della società del tempo che don Zelio medita su come accogliere, curare, far crescere, amare, fino ad arrivare ad una Casa famiglia, fondata insieme ad un piccolo gruppo di consacrate laiche, Rita, Perfetta e Patrizia, che hanno camminato strettamente unite a lui. La storia di questa casa di accoglienza, che ancora oggi accoglie diverse persone con problemi, e della Comunità della Resurrezione costituita in parallelo, sono il cuore di queste memorie.
Dal libro emerge anche l’apertura di don Zelio alla storia della Chiesa di Piancastagnaio, valorizzata in particolare con le iniziative culturali, storico artistiche e religiose in occasione del 700° anniversario della istituzione della pieve castellana di Santa Maria Assunta (1292-1992), con il restauro delle chiese, arricchite  anche con opere di artisti contemporanei.Ed_è_già_Resurrezione_02Lo sfondo delle memorie di don Zelio è l’amore per il suo paese, per la sua gente, che lo guida all’ascolto, alla comprensione, al dialogo con tutti, in una società degli anni ’50-‘70  segnata dalle profonde divisioni ideologiche, e al coinvolgimento delle forze sociali e dell’Amministrazione comunale nelle sue attività, seguendo le grandi novità introdotte dal Concilio sulla Chiesa che si apre, si scopre al servizio del mondo, “Luce delle genti”. L’amore e la comprensione della società pianese di quegli anni complessi, segnati dalla disoccupazione e da una crescente crisi delle miniere di mercurio, che da un secolo erano state il cuore dell’economia e della società di una importante fascia dell’Amiata, lo portò anche a sognare e contribuire a realizzare una nuova attività, quella dei borsettifici, che  è diventata l’attività più importante del paese.
Don Vagaggini riflette anche sui nuovi ultimi, che individua nei profughi e nei clandestini, e insiste sull’amore che vince la paura e porta ad accogliere l’altro, come di insegna Gesù nel Vangelo.
Don Zelio ha usato la scrittura come strumento per meditare, per riflettere, per esprimersi e ci ha lasciato tanti racconti, legati alle tradizioni di Piancastagnaio, alcuni dei quali sono stati pubblicati nella rivista “Amiata storia e territorio”; ci ha lasciato anche tante significative poesie: queste sue opere verranno raccolte in una nuova pubblicazione, finanziata con le entrate del libro “Ed è già Resurrezione”.

Carlo Prezzolini (Toscana oggi, Confronto 9 Settembre 2018)

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