Opere e giorni del Signore. XXX^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 27/10/2018
Opere e giorni del Signore. XXX^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

«…E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada….  (Mc 10, 46-52)

46E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 49Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». 50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». 52E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.


”Cecità”, pubblicato nel 1995, è uno dei romanzi più celebri e inquietanti scritti dallo scrittore portoghese Josè Saramago, Premio Nobel per la Letteratura. In esso l’autore, attraverso una drammatica vicenda che coinvolge una fantastica città, in cui un’improvvisa epidemia di cecità colpisce tutti gli abitanti, denuncia l’attuale società contemporanea in cui si è perso il senso di solidarietà tra le persone. Oggi, il vangelo di Marco, ci pone davanti la figura di un cieco che, Gesù, guarisce ascoltando il suo grido e la sua invocazione: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me…”.
È una pagina di grande commozione,  proprio perché, in quel cieco, il Signore vede l’umanità che vaga, senza una meta, piegata, che non vede la luce della propria salvezza,  vicina, ma, consapevolmente, rivolta al “buio” della propria contraddizione umana.
Gesù, passa ancora sulle nostre strade. Come per il cieco, egli chiama, ci spinge a guardare oltre il buio della nostra cecità, ci spinge a cercare quella solidarietà, che, come narra Josè Saramago, si è persa e, purtroppo, se n’è perso il senso. Chiediamo oggi al Signore che apra i nostri occhi, per vedere soprattutto quelle necessità che sono alla base di tante sofferenze dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Solo rispondendo alla chiamata quotidiana di Gesù, che continuamente è là, ai margini delle nostre strade, possiamo aprire il nostro cuore e la nostra vita e vivere  il messaggio evangelico in pienezza.


Preghiera
Signore, apri i nostri occhi e ti riconosceremo, nello spezzare il pane, apri la nostra mente e donaci il tuo santo Spirito, apri il nostro cuore e ameremo i nostri fratelli con il tuo stesso amore. Convertici e saremo degni di essere chiamati tuoi figli. Amen

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