Opere e giorni del Signore. XXVIII^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 13/10/2018
Opere e giorni del Signore. XXVIII^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

«…Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio»…  (Mc 10, 17-30)

17Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?».27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

28Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.


Ci troviamo oggi a meditare uno dei brani del Vangelo di Marco, che, forse, nel corso della storia hanno dato particolare modo di discutere e commentare, non soltanto i seguaci del Cristo, ma anche teorici, politici, fautori di grandi rivoluzioni sociali ed economici. E’ il tema della ricchezza, dello scontro eterno tra chi possiede, ancora oggi, a fronte di una sterminata marea di poveri, grandi averi e, con il potere dato dal denaro, controlla purtroppo vite e coscienze umane altrui.
Gesù, nella sua vita, è l’immagine estrema della povertà; una povertà che lo vede nascere in una stalla, pellegrino, emigrante, sottomesso al potere di allora. Ed è la stessa povertà che lo porterà a dire “Gli uccelli hanno un nido, le volpi una tana per riposare, il figlio dell’uomo non ha neanche un sasso dove posare il capo.”
Cristo non condanna la ricchezza come un male assoluto, ma condanna quella ricchezza che allontana il fratello, si inserisce nelle peggiori pieghe del potere, che schiaccia il più debole. Per usare un tema caro al grande Vescovo brasiliano don Helder Camara, fare del nostro mondo un mondo, dove “i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri.” Ci sono di esempio due grandi figure dello scorso secolo, che verranno elevate alla gloria degli altari da Papa Francesco: Papa Paolo VI°, il grande pontefice del  Concilio, e il martire Vescovo Oscar Arnulfo Romero, assassinato per amore del suo popolo salvadoregno. Di Papa Paolo VI°, vorrei ricordare i due grandi gesti che ne fecero un grande Pastore, padre dei poveri: il rifiuto e la successiva vendita della tiara papale e la conseguente vendita dell’auto pontificia, il cui ricavato andò in parte all’opera di Madre Teresa di Calcutta e, in parte, come offerta per il disastro dell’alluvione di Firenze del 1966.

Preghiera
Insegnaci Signore a condividere i beni di questo mondo con i fratelli e le sorelle più bisognose per poteri seguire nella via dell’amore, sicuri  che con te, otterremo il centuplo e il regno al termine del nostro pellegrinaggio terreno. Amen

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