Opere e giorni del Signore. XXV^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 22/09/2018
Opere e giorni del Signore. XXV^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

… E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me;…».  (Mc 9,30-37)

30Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». 32Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».


I piccoli, gli umili, i poveri, coloro che la società di allora e quella di oggi, mette al margine, sono da sempre nel cuore di Dio. Coloro che il mondo disprezza, Dio ama e pone al centro del suo messaggio di salvezza. Nell’antica società ebraica, come nelle culture primordiali dell’umanità, alcune categorie della vita pubblica, venivano bollate senza pietà. Le donne e i bambini in particolare. In molte società, la nascita di una donna veniva presa come una disgrazia e spesso si arrivava alla cosiddetta pratica dell’esposizione alla nascita, l’abbandono cioè subito dopo il parto, ai margini della città con la conseguenza di una morte certa o la raccolta da parte di predoni, che allevavano la sfortunata creatura, vendendola poi per avviarla alla prostituzione. Così anche dei bambini, che non erano assolutamente considerati, sia dal punto di vista culturale che quello sociale e, ancor peggio, quello umano.
Gesù rivoluziona questo concetto di emarginazione e mette in evidenza, come l’essere bambini, anche se si è vecchi centenari, è l’unica via per arrivare a Dio e al suo regno. Il Cristianesimo, farà suo questo messaggio, dando ai bambini quel ruolo nella storia e nella Chiesa, che li vedrà in prima fila nella via della Santità, attraverso eroiche testimonianze di fede e di vita, anche nel martirio più doloroso. Questa rivoluzione dell’amore, la troviamo nella bellissima lettera scritta a Diogneto, lettera scritta in greco nel secondo secolo dopo Cristo. “I cristiani- è scritto- hanno i loro figli, ma non li espongono.” Questo, cari amici, oggi ci viene proposto nel Vangelo di Marco: un messaggio più che mai attuale, pensando con dolore a quei bambini e a quelle donne, che forse non vengono “esposte” all’abbandono come  tanti secoli fa, ma che, purtroppo, sono oggetto, di tanti soprusi e violenze: una macchia che, dobbiamo dirlo, non risparmia neanche coloro che sono al servizio delle  Chiesa e che sono chiamati a pascere il gregge di Dio.

Preghiera
Signore, dacci sempre la capacità di diventare sempre bambini, nella novità del cuore e dello spirito, per essere sempre aperti alle esigenze dei piccoli e umili del mondo. Amen

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