Opere e giorni del Signore. XVII^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

0

Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 28/07/2018
Opere e giorni del Signore. XVII^ Domenica del Tempo Ordinario (B)

… Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano… (Gv 6, 1-15)

1Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, 2e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. 3Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. 4Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
5Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». 6Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. 7Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». 8Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: 9«C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». 10Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. 11Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. 12E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». 13Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
14Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». 15Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.


Nonostante non appartenessi a quella generazione di teenagers, ho avuto la grazia di partecipare a importanti giornate mondiali della gioventù in diverse parti del mondo, facendo mio l’appello lanciato da San Giovanni Paolo II°, ideatore di questi immensi raduni giovanili. Una delle cose che più mi colpivano, era proprio il senso della precarietà, del provvisorio, dello stare insieme senza preclusioni di sorta. Anche il momento del pasto, diviso comunitariamente, dava il senso di una grande moltiplicazione dei pani, in cui era presente Gesù commosso da tanta folla.
Il Vangelo di questa domenica, ci parla proprio di una umanità stanca, sfiduciata, ma, attenta, prima di tutto a nutrirsi della Parola che salva. Erano in molti, ci dice Marco, che ascoltavano il maestro. Domenica scorsa, abbiamo sentito “che gli stessi erano come pecore senza pastore.”
Gesù anticipa l’eucarestia, offre un cibo umano, offrendosi poi  come “cibo di vita eterna.” E’ questo il periodo del riposo, delle ferie, dello stare in pace con se stessi. Diamo un senso a questo riposo, impegnandoci in prima persona verso le necessità dei fratelli.
C’è un bellissimo spot che circola in questi giorni sui media, “I poveri non vanno in vacanza”: sentiamoci vicini dividendo il pane della vita e il vino della gioia.


Preghiera
Dacci sempre il tuo pane Signore, sopratutto dacci la gioia di spezzarlo e condividerlo con i nostri fratelli e le nostre sorelle, che ancora oggi bramano  il cibo alla mensa di tanti ricchi epuloni, vittime di ingiustizie e soprusi..  Amen

Share.

About Author

Leave A Reply