Opere e giorni del Signore. XIX^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 12/08/2017 
Opere e giorni del Signore. XIX^^ Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

«Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (Mt 14, 22-33)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], 22subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. 23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. 26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». 29Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».


In questa domenica del Tempo Ordinario, Mi piacerebbe porvi e porre anche a me una domanda, che, forse, vorrebbe essere quasi un bilancio, a poco più della metà dalla conclusione di questo cammino spirituale che abbiamo iniziato in Avvento: “La nostra fede è davvero così radicata da non avere dubbi su chi ci ama e ci vuole bene, cioè su una persona reale che è il Signore Gesù?”
Questo, dopo aver ascoltato il brano di Matteo, in cui, gli stessi discepoli, Pietro in particolare, dopo aver trascorso un’esistenza assieme al maestro, vengono  umanamente presi dalla paura e dall’angoscia di essere abbandonati.
Il dubbio, la paura, la disperazione, infatti, non mancano mai a nessuno. Anche Gesù, sulla croce, pur essendo figlio di Dio, sperimenta l’ora della disperazione che lo porta ad esclamare: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. La nostra fede è fragile, sottoposta ai venti e alle tempeste della vita. Come cristiani, dimentichiamo spesso che il Signore non ci abbandona mai e, se ci dà una prova, anche la più terribile, non rinuncia a farci forti di quella esperienza.
Oggi, dunque, la nostra riflessione ci porta a contemplare il mistero di una presenza, quella di Gesù, sempre attuale, sempre accondiscendente al grido dell’umanità, oppressa, calpestata, derisa e derubata della propria speranza. “Non abbiate paura”, ci ripete Gesù e questa stessa frase, fu il programma di Papa Giovanni Paolo II°, quando divenne Papa il 22 ottobre 1978; a noi fare nostre queste parole, senza dubbi,  nel cammino arduo della vita.


Preghiera
Signore, insegnaci a vivere nella gioiosa speranza che tu sei sempre con noi, in tutti i momenti della nostra vita e aumenta la nostra fede in te, Padre di tutti gli uomini. Amen

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