“Opere e giorni del Signore”. Terza Domenica di Pasqua (B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 14/04/2018
“Opere e giorni del Signore”. Terza Domenica di Pasqua (B)

… Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!» (Lc 24, 35-48)

35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni.


C’è una bellissima preghiera eucaristica nel messale romano, riformato da Papa Paolo Sesto, dopo la promulgazione della riforma liturgica, alla fine degli anni sessanta, proprio in concomitanza con il termine del Concilio Vaticano II°. Lo stesso Messale, fu ancora oggetto di cambiamenti, alcuni anni dopo; furono aggiunte alcune preci eucaristiche “ad libitum”, che erano state adottate in via sperimentale dalla conferenza episcopale svizzera. Una di queste preghiere, dice espressamente nel suo prefazio: “Egli ci svela il senso delle scritture e spezza il pane per noi.”

Nel Vangelo di Luca di oggi, sentiamo narrare il proseguo dell’episodio di Emmaus; dopo che i due pellegrini hanno riconosciuto il Signore e hanno mangiato con lui, non possono fare a meno di correre a gridare la buona notizia del Risorto. Un Risorto, che appare nuovamente ai dodici e, ancora una volta, si mostra per quello che è: il “Vivente”, in spirito e corpo.
Come per Tommaso otto giorni prima, dà a loro una prova reale della sua corporalità, mangiando insieme quel pane e quel pesce, immagine dell’eucaristia, dicendo, ancora una volta, parole piene di speranza: “Sono io, guardate, toccatemi, sto mangiando insieme a voi, non sono un fantasma, un fantasma non mangia e non beve.”
Anche a noi, il Signore, rivolge le stesse parole: “Sono io che ogni giorno vi invito a mangiare il mio corpo e il mio sangue e rinnovo, in ogni altare del mondo, il mio sacrificio di amore.”
La Messa, allora non è altro che l’eterno patto di amore estremo di un Dio, che per amore si annulla nella Croce, risorge e ci invita ad essere pellegrini dell’assoluto che si nutrono delle sue parole e condividono il banchetto dell’amore


Preghiera.
Signore, apri i nostri occhi e ti riconosceremo allo spezzare del pane. Fa’ che possiamo condividere con tutti i fratelli del mondo, il pane che a noi sopravanza e l’amore che tu ci doni. Amen

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