“Opere e giorni del Signore”. Quarta Domenica di Quaresima (B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 10/03/2018
“Opere e giorni del Signore”. Quarta Domenica di Quaresima (B)

..  «E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo…» (Gv 3, 14-21)

14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».


“Nicodemo, un uomo come noi.” Così potremmo oggi aprire questa riflessione, in questa quarta domenica di Quaresima, chiamata “laetare”, dal latino “ allietare”, in quanto, con le parole dell’apostolo Paolo, siamo chiamati a vivere la gioia che spezza il rigore quaresimale in vista della Santa Pasqua ormai vicina.
Nel brano di Giovanni, incontriamo la figura di Nicodemo. Egli è un intellettuale del suo tempo, un saggio dottore che unisce l’impegno di appartenere al Sinedrio, la massima autorità civile e religiosa di Israele, alla ricerca di nuove verità illuminanti per la propria vita. Il suo cammino, arriva a una svolta che coincide con l’incontro con la grande verità incarnata in Gesù di Nazareth. Quell’incontro, avvenuto nel cuore della notte, per non “correre rischi”, segnerà la vita di quest’anziano intellettuale che diventerà “il seguace di Gesù” di nascosto, come dirà poi Giovanni nel suo Vangelo.
Bellissima la figura di Nicodemo, interpretata nel film di Franco Zeffirelli, Gesù di Nazareth, dall’attore Laurence Olivier che vediamo sotto la croce di Gesù. Riconoscere proprio in quell’uomo morente, l’uomo dei dolori del profeta Isaia, descritto nel capitolo 52. Nicodemo, è l’immagine, dell’uomo di oggi, affascinato dalla “verità unica di Gesù” ma timoroso di manifestare liberamente la propria fede. Nello stesso dialogo con Nicodemo, il Signore, preannuncia la imminente passione, accostando il suo essere innalzato sulla croce al gesto di  Mosè, a cui Dio aveva ordinato, durante il cammino verso la terra promessa, di innalzare un serpente di rame, su cui  tutti coloro che erano stati colpiti dalla punizione divina, proprio per la loro infedeltà potevano salvarsi dai morsi velenosi dei serpenti, guardando ad esso.
Il serpente, dunque, come immagine di salvezza cui le grandi culture pagane, attribuivano doti salvifiche (non vi sembri strano, che proprio il tradizionale logo dei farmacisti è rappresentato da un serpente innalzato). Gesù, attraverso questa metafora, ci invita a guardare a lui come unico mediatore tra la terra e il cielo. Egli ci insegna che solo attraverso la croce, possiamo essere salvati dalla morte eterna, diventando figli della risurrezione nella luce Pasquale


Preghiera
Guida Signore i nostri passi sulla via della gioia e dell’amore, per essere degni di celebrare con rinnovato spirito le feste pasquali ormai vicine. Amen

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