“Opere e giorni del Signore”. III^ Domenica di Avvento – Gaudete (B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 16/12/2017
“Opere e giorni del Signore”. III^ Domenica di Avvento – Gaudete (B)

…Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo» (Gv, 1,6-8.19-28)

6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». 20Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». 21Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. 22Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 
23Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia».

24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.


Oggi, sulla strada che ci conduce al Natale, quella strada che il profeta Isaia, già dall’inizio dell’Avvento ci invita a percorrere spianando le buche e abbassando tutte le storture della nostra esistenza, troviamo un vistoso segnale stradale ideale che prepara la a Cristo Signore.
Questa indicazione è Giovanni, che annuncia l’agnello di Dio, dopo la grande rinuncia del deserto. Di Giovanni, il precursore, il battezzatore, il cugino del “Signore”, si è detto tutto; anche in letteratura e nell’arte la sua figura affascina e inquieta. Inquieta perché il profeta del Giordano, forse uomo rude e sincero, ancora oggi ci invita a vera conversione, a lasciare cioè strade comode e facili, per camminare nella via della sequela evangelica che, sappiamo bene, non è facile perché fatta di rinunce a facili compromessi quotidiani.
Giovanni è lo strumento, anzi, la matita, come si definiva una grande Santa del nostro secolo, Madre Teresa di Calcutta, con cui Dio scrive sulle nostre righe storte. Giovanni, è quello che ognuno di noi dovrebbe essere: uomini e donne, che ogni giorno sono chiamati a fare spazio all’amore di Dio nell’umiltà e nella disponibilità.
Oggi, terza Domenica di Avvento, viene chiamata con il termine “Gaudete”, dal latino “rallegratevi”. La liturgia, usa come segno di questa ormai vicinanza al Natale il colore rosaceo nei paramenti liturgici. Anche l’antifona introitale della Messa, recitano le parole di Paolo apostolo “Rallegratevi nel Signore”, parole da cui deriva il termine dell’intitolazione dell’odierna domenica. Che dire cari amici: con Giovanni Battista, prepariamo l’ultimo percorso al Signore che viene vivendo la gioia di chi attende nella fraternità, nell’amore, nella speranza di partecipare un giorno all’incontro con Cristo nel suo regno.


Preghiera
Giovanni, uomo di Dio, guidaci all’incontro con Cristo ormai alle porte del nostro mondo. Guidaci sopratutto a riconoscerlo in quei fratelli e sorelle, che cercano la giustizia di Dio nella loro vita. Amen

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