“Opere e giorni del Signore”. Festa della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe,Maria. (B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 30/12/2017
“Opere e giorni del Signore”. Festa della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe,Maria. (B)

…Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.. (Lc, 2,22-40)

22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
25Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
29«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli:
32luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.


24 Dicembre, Vigilia di Natale. Sto trascorrendo alcuni giorni di vacanza in un famoso paesino di montagna nel Nord Italia. Quest’anno, poi, l’attesa Natalizia è ancora più significativa per la nascita di un bel bambino, figlio primogenito di un caro nipote. Faccio la prima visita dopo poche ore dalla nascita, nella nursery di un grande ospedale, nel cuore dell’Alto Adige. Guardo con tenerezza tutte quelle coppie divenute famiglie e ascolto tante parole, che sanno di amore, comprensione, gioia che copre la lunga attesa ormai divenuta una bella realtà.

Oggi, celebriamo la Festa della Santa Famiglia di Nazareth; una famiglia simile a tante nostre coppie di sposi, che affrontano il futuro non sempre radioso. La famiglia di Nazareth, affronta il peso della povertà, della burocrazia, della legge, dell’esilio, dell’odio, dell’emarginazione. Ma in questa famiglia, c’è anche l’amore, il silenzio, la comprensione reciproca. Questi valori, che sembrano essere scomparsi nella nostra attuale società moderna, sono l’augurio in questo nostro Natale che sembra avere dimenticato il senso della sua istituzione. In fondo, se a Natale mettiamo da parte la vera famiglia che è quella di Nazareth cosa rimane


Preghiera
Santa Famiglia di Nazareth, fa’ che imitiamo le tue sante virtù per vivere nella gioia della fede. Amen

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