Opere e giorni del Signore. Corpus Domini, il Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno B)

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 02/06/2018
Opere e giorni del Signore. Corpus Domini, il Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno B)

«…Prendete, questo è il mio corpo» …  «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti…» (Mc 14, 12-16, 22-26)

12Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 13Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. 14Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”.15Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 16I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
22E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». 23Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
26Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.


Il 3 aprile 1996, un mercoledì Santo, nella Chiesa di Santa Maria Assunta, a Piancastagnaio, ricevetti dalle mani del Vescovo Giacomo Babini, il Ministero laicale dell’Accolitato, uno dei compiti che fanno parte del servizio liturgico in aiuto ai Ministeri ordinati, Diaconato ed Episcopato. Un gesto di immensa Carità che la Madre Chiesa affida ai suoi Figli, esortandoli a curare particolarmente il Mistero dell’Eucaristia, diventandone fedeli messaggeri e pellegrini.
Ricordo con gioia, di aver scelto personalmente le letture per la celebrazione della Messa, che avvenne a conclusione dei tre giorni di esposizione Eucaristica, detta tradizionalmente “quarant’ore”.
Ed era proprio un dopo cena, inserito nella grande Cena del Signore, dove tutto era stato preparato con cura come, del resto, ascoltiamo nel Vangelo di questa Festa del Corpo e Sangue del Signore, il “Corpus Domini”.  Ricordo quella prima lettura, proclamata, tratta dal primo libro dei Re, al capitolo XIX°, in cui viene narrata la vicenda di Elia profeta, a cui, nello sconforto, viene dato un pane dal cielo, con cui cammina per quaranta giorni e quaranta notti.
Anche noi abbiamo bisogno di un pane del cammino, un pane di libertà che ci dia sostegno e vigore. Questo pane è l’Eucarestia, segno dell’amore di Dio che si nasconde nell’ostia consacrata e si dona completamente a noi, rinnovando il sacrificio della Croce.
Eucarestia, significa “rendimento di grazie”; lungo le nostre strade, il Signore, camminerà con noi, nella tradizionale processione eucaristica. A lui, va la nostra adorazione, a lui, che, com’è scritto in una delle più belle sequenze eucaristiche, composte da San Tommaso d’Aquino, l’angelico cantore del mistero  del  corpo e sangue di Cristo, che dicono: “Lascia in sua memoria ciò che ha fatto nella cena e noi lo riviviamo.”


 Amen

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