“Caterina della notte”, la vita di una donna d’oggi che si intreccia con la Santa senese

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Amiatanews (Giuseppe Serafini): Amiata 21/04/2017
A pochi dalla celebrazione della compatrona d’Italia e d’Europa, verrà presentato domani, 22 Aprile, il romanzo di Sabrina Minardi

E’ uscito martedì scorso, per le edizioni Piemme, il romanzo di Sabrina Minardi, “Caterina della Notte. Il libro, che ha avuto una grande anticipazione sul settimanale “L’Espresso” di questa settimana, è un  viaggio che spazia dall’Inghilterra dei nostri giorni alla magica Siena del 1300, dove visse e lasciò un grande segno di santità e civiltà, Caterina Benincasa, Santa Caterina, di cui tra qualche giorno si celebrerà la solennità  nella sua Siena, ma anche in tutta la provincia, a partire dalla Val d’Orcia all’Amiata dove, il comune di Seggiano, offrirà l’olio presso il Santuario Cateriniano, per alimentare la lampada che arde sulla tomba della Santa ed ospiterà una preziosa reliquia proveniente da Siena, che sarà portata in processione nel paese amiatino.

Il romanzo di Sabrina Minardi, sarà presentato Sabato 22 Aprile, a Milano nel corso della Fiera Internazionale del Libro “Tempo di Libri.”
La trama può distendersi su una domanda del tipo: ”Ma cosa potrebbe succedere, se una  Santa medioevale,  irrompesse nella vita di una donna di oggi? In questo caso, la figura di Caterina da Siena, la cui natura è il fuoco, figura di donna ostinata e fiera, intransigente e disobbediente. Una donna che nella sua condizione e nel suo tempo, prende la parola, scrive con  tale veemenza da scuotere le coscienze e sfidare i potenti con grande autorità. E’ questo un romanzo, come spiega la stessa autrice Sabrina Minardi, nato dall’incontro tra una donna di oggi, affamata di amore e una Santa di ieri, appagata dall’amore per il suo Sposo. Sullo sfondo, un luogo, considerato emblema di civiltà, di diversità e di accoglienza, che è lo Spedale di Santa Maria della Scala di Siena. Un luogo, popolato, nel corso dei secoli, da malati, pellegrini, mantellate, orfanelli e abbandonati. Come  narra  l’autrice, il luogo è attraversato dalle presenze di antiche pesti, da rivalità, da scoperte mediche, da artisti che vi hanno lasciato impronte indelebili e tracce di amori e segreti legami che, secondo l’autrice, erano presenti nella sua fantasia e che aspettavano di essere ricuciti.

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Il personaggio centrale, Catherine, ha quarant’anni e un forte senso di vuoto dentro, f orse per colpa di David, l’uomo che ha accanto ma che da tempo non sente più vicino o forse per la convivenza con il padre, che è padre e madre, divenuto un personaggio ingombrante nella sua vita. Un giorno, le viene recapitato nel suo ufficio un plico che contiene un antico manoscritto che la donna leggerà con grande travolgimento personale. E’ una storia antica, ambientata a Siena, dov’è nata, ma che non ha mai visto.
Lo scritto in italiano, la sua lingua madre, di cui serba un ricordo sfocato. Ed è proprio la Santa Senese, Caterina, di cui lei porta il nome, a narrare una donna, Giovanna, che nel 1380 vive nello spedale di Santa Maria della Scala, luogo di accoglienza lungo la via Francigena. In quel luogo, come detto crocevia di culture diverse, straripante di vita, la donna è costretta a non vedere mai la luce del giorno per una colpa segreta che porta fin dalla nascita. Tra quelle pagine oscure e appassionanti, Catherine trova qualcosa che la spinge verso la sua città natale e verso la propria madre, morta quando lei era bambina e di cui ne nessuno le ha mai parlato. Seguendo l’antico racconto di Giovanna, quelle vite così lontane, diverranno vicine. Scoprendo il segreto che lega Giovanna alla Santa Caterina senese e allo spedale, Catherine riuscirà a svelare i misteri del suo passato e a ritrovare se stessa

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